L’ iPad cinese in commercio da sei mesi
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Ormai, purtroppo, la Cina è sinonimo di prodotti contraffatti. Si va dall’abbigliamento, settore in cui abbondano capi ed accessori falsi con loghi delle grandi marche quasi perfettamente riprodotti, fino ad oggetti di utilizzo comune, decorazioni per la casa e prodotti per l’igiene del corpo. Dalla lunga lista di prodotti copiati non restano esclusi neppure i gadget tecnologici.
Il mercato asiatico, però, è stata un’ottima opportunità per Apple che tramite il gestore cinese, China Unicom, ha provveduto a lanciare sul mercato l’iPhone. Ora, toccherebbe all’ iPad, il nuovo device, ma il mercato del falso cinese ha addirittura anticipato Cupertino lanciando il clone ben sei mesi fa.
Presentato in un clima di trepidante attesa che ha contribuito ad aumentare le aspettative, l’ iPad, però, sembra non aver avuto però l’accoglienza sperata, almeno stando ai primi commenti dopo il keynote Apple del 27 Gennaio. Mancano alcune funzionalità ritenute indispensabili, come videocamera e connettori USB, ma viene criticato, da alcuni, anche il nome che nei paesi anglosassoni ricorda il gergo utilizzato per indicare gli assorbenti femminili.
Al di là di queste critiche, però, la notizia più clamorosa è l’accusa contro Apple avanzata dalla ditta cinese Shenzhen Great Loong Brother Industrial che già 6 mesi fa commercializzava sul territorio nazionale un prodotto simile al tablet. Il device multifunzione in vendita in Cina, identificato dalla sigla P88, sarebbe stato anche presentato in anteprima a Berlino, durante la fiera internazionale ‘Internationale Funkausstellung’.
La responsabile dell’azienda, Huang Xiaofang, illustra le caratteristiche del prodotto, che a prima vista sembrerebbero anche superiori alle funzionalità dell’ iPad, almeno sotto alcuni aspetti e che comprendono la presenza di prese USB, display più ampio e memoria maggiore. Esteticamente, però, non ha lo stesso design ed è più pesante e più spesso.
Su internet, molti siti hanno riportato la notizia ironizzando sulla capacità dell’industria cinese di anticipare le tendenze e le mosse dei grandi colossi, ma c’è da chiedersi se più che un clone possa trattarsi di un prodotto concorrente.
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